YOGA e MEDITAZIONE

Come la fiamma d'una lampada che al riparo dal vento non si muove, cosi' e' la mente doma del meditante che dimora nell'incondizionato. Nell'immobilita' della mente, nella profondita' della meditazione, l'incondizionato si rivela. Contemplando l'incondizionato con l'incondizionato il meditante conosce la gioia e la pace del perfetto compimento. Conseguita quella gioia che sta al di la' dei sensi, che si rivela nell'immobilita' della mente, egli non si stacca piu' dalla verita' eterna. Non desidera nient'altro e non puo' essere scosso nemmeno dalla piu' grave delle sciagure. (Bhagavad Gita 6:19-22)


"Tutte le esperienze di cui vi ho parlato sono scientificamente realizzabili. Se seguite le leggi spirituali, il risultato sarà certo. Se il risultato non viene, trovate il difetto nel vostro sforzo. La sola via in tutte le vostre pratiche religiose è l'intensità.Coloro i quali non meditano regolarmente e profondamente sono irrequieti, ovunque essi meditino, e rinunciano dopo un breve sforzo. Ma se voi fate uno sforzo più grande, giorno dopo giorno, l'abilità di immergervi più profondamente verrà. Io non debbo fare alcuno sforzo, adesso; il mondo intero sparisce istantaneamente, quando chiudo i miei occhi e fisso istantaneamente il Centro Cristico [l'occhio spirituale (1), nella fronte, fra le ciglia]." Paramahansa Yogananda

(1): "Appena dietro l'oscurità degli occhi chiusi, risplende la luce di Dio. Quando contempli quella luce nella meditazione, aggrappati ad essa con devozione. Percepisci te stesso in quella luce: è lì che dimora Dio". (Paramahansa Yogananda)


"Fermarsi" è la pratica basilare della meditazione. Per restare freschi come fiori, dobbiamo imparare come fermare preoccupazioni, ansie, inquietudini e tristezze, in modo da ritrovare pace e felicità e tornare a sorridere. Quando le cose non vanno bene, è bene fermarsi, per impedire alle energie sgradevoli e distruttive di continuare. Fermarsi non significa reprimersi; significa, in primo luogo, calmarsi. Se vogliamo che l'oceano stia calmo, non ne buttiamo via l'acqua. Tolta l'acqua, non rimarrebbe nessun oceano. Quando notiamo in noi la presenza di rabbia, paura e agitazione, non dobbiamo buttarle via. Dobbiamo soltanto inspirare ed espirare coscientemente e ciò basta a calmare la tempesta. Ma non dobbiamo aspettare la tempesta per cominciare ad esercitarci. Quando non stiamo soffrendo, il respiro cosciente ci farà sentire meravigliosi, e questo è il modo migliore per prepararsi ad occuparsi delle difficoltà quando insorgono. (Thich Nhat Hanh)