Il pensiero dell’equilibrio ci assilla.

Fragile bipede, l’uomo moderno esce dal bozzolo delle tradizioni, si avventura, posa imprudentemente la punta dei piedi sui fili tesi della scienza, della tecnologia e del materialismo. Viene preso allora da una vertiginosa angoscia, non solo quella di cadere da così in alto. ancor di più: l’angoscia di non poter controllare le fluttuazioni, spianare le sinuisoidi fino ad ottenere la linea retta. La modernità in una certa maniera sarebbe precisamente questo: credersi liberati dalle alternanze che costituiscono le leggi naturali; scaldarsi d’inverno, climatizzarsi d’estate, per vivere sempre a temperatura uniforme; cancellare le polarità che ci attraggono.

“Essere equilibrato” quindi assume qui il significato di “esssere in buona salute”, “bastare a se stesso”, “essere autonomo”, “accettarsi” ecc.; curiosamente l’espressione può sottolineare un ripiegamento su se stessi o una mentalità “vincente”. Ma l’obiettivi rimane sempre sottrarsi al movimento che rende fragili, impedisce di mantenere la propria linea di condotta, e l’attenzione a non deviare diventa presto paura del cambiamento e di ciò che esso modifica in un’omeostasi acquisita pazientemente.

Sembra che l’autentico stato di equilibrio parta da tutt’altro atteggiamento, si radichi nel lasciarsi andare, nell’abbandono delle rigidità dell’Io.

Paradossalmente lo si scopre quando diventa evidente che vivere consiste nel passare miracolosamente da squilibri spontanei a squilibri consentiti, alla ricerca di una stabilità capace di includere le variazioni in una totalità più vasta che dia loro un senso.

Detto altrimenti, da un punto di vista frammentario, analitico, l’esistenza appare come una successione di impulsi divergenti; ma, dal punto di vista della globalità, questi segmenti si collegano in un movimento ciclico: a volte in alto, in basso, a destra o sinistra, questo è il precario equilibrio umano.

Così da una successione di apparenti disequilibri, nasce un percorso che conduce a costruire il vero equilibrio.

 Hatha yoga. L’equilibrio in piedi. – F.N.E.Y.- edizioni Magnanelli.