yoganidra2011

Tecnica sviluppata da Swami Satyananda Saraswati, allievo del grande maestro Sivananda, lo yoga nidra si basa su un metodo tratto dalla tradizione tantrica, chiamato “nyasa” che significa “mettere, portare la mente su quel punto”.

La mente, guidata dalla voce dell’insegnante, è separata dai sensi e indotta ad uno stato di profonda quiete; la coscienza funziona ad un livello di consapevolezza più profondo; le  onde cerebrali sono di tipo alfa, caratteristiche dello stato del rilassamento e del sogno conscio, permettendo un abbassamento dei livelli circolatori degli ormoni metabolici ed endocrini dello stress (il lattato, il testosterone, l’adrenalina, la beta-dopamina idrossilasi. Fonte: New English Journal of medicine).

La pratica dello yoga nidra in breve:

  • la posizione: savasana
  • il respiro: si immagina di inspirare calma e di espirare le tensioni
  • il sankalpa: una risoluzione che il praticante dà al suo inconscio, un seme di evoluzione interiore piantato all’interno di se stessi.
  • la rotazione della coscienza: lo spostamento dell’attenzione sulle varie parti del corpo fino ad arrivare a percepirle.

 A livelli più profondi di yoga nidra è possibile “viaggiare” in modo cosciente oltre i limiti del proprio corpo e della propria mente, fino a percepire il proprio Sé e l’Assoluto.